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Problemi Eliminatori
nel Cane |
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Articolo apparso sulla rivista "Ti Presento Il Cane"
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- I disturbi eliminatori
Nella categoria dei "disturbi eliminatori" rientrano tutti i comportamenti di eliminazione in luogo non adeguato, ad esempio in casa.
CLASSIFICAZIONE DEI PRINCIPALI DISTURBI ELIMINATORI
1) Problemi di natura clinica o cambiamenti
2) Problemi nell'educazione e preferenza per un substrato
3) Paura, ansia ed ansia da separazione
4) Marcatura o deiezioni sociali
5) Eliminazioni emotive
6) Richiesta di attenzione
7) Incontinenza geriatrica o estrogeno - dipendente
8) Enuresi/encopresi
- Il comportamento normale
Prima di analizzare i problemi di eliminazione è necessario fare una breve premessa sul comportamento normale del cane.
Già a partire dalle tre settimane di vita i cuccioli sono in grado di fare i propri bisogni in modo autonomo, cioè senza che la madre li stimoli a farlo, ma non hanno alcuna preferenza per un luogo o un substrato (es. giornale o segatura) e, quindi, fanno i propri bisogni un po' dove capita.
Intorno alle 8 settimane i piccoli sono sufficientemente sviluppati, anche dal punto di vista dell'olfatto, per iniziare a cercare un luogo di eliminazione e preferire un determinato substrato.
E' a questa età che i proprietari devono iniziare ad intervenire in modo da indirizzare i cuccioli su una superficie adeguata. Se le persone non gli insegnano qual è il substrato idoneo, il giovane cane svilupperà in modo autonomo una preferenza, a seconda di quello che trova intorno a sé. Vediamo un esempio: se un cucciolo viene tenuto nella vetrina di un negozio fino ai due mesi e mezzo di età, è molto probabile che preferisca il substrato che trova nella gabbia, ad esempio la segatura o il giornale. Una volta adottato, i proprietari dovranno nuovamente insegnare al cane a sporcare su un'altra superficie, ad esempio sull'erba. Questo richiede lavoro e pazienza.
Dunque, già a due mesi di vita, bisogna iniziare ad insegnare al cucciolo le corrette abitudini eliminatorie. Questo non vuol dire che il cane impari subito a fare i propri bisogni lì dove vorremmo, né che a 2 mesi sia sufficiente uscire tre o quattro volte per evitare che faccia pipì in casa. Bisogna ricordarsi che a questa età è normale che un cucciolo urini ogni ora e che defechi quattro volte al giorno. Col tempo i ritmi si modificheranno gradualmente: entro i 6 mesi la maggior parte dei cani elimina solo 3 o 4 volte al giorno, anche se le femmine, soprattutto fino al raggiungimento del primo calore, possono necessitare di qualche uscita in più.
Per un cane adulto che abbia superato i 6 - 7 mesi di età, ben educato e senza problemi comportamentali, dovrebbe essere sufficiente uscire 3 o 4 volte al giorno. L'ideale è che le uscite siano lunghe e, soprattutto, che sia data la possibilità al cane di fare dell'esercizio fisico.
- Le funzioni che svolge l'eliminazione
Per il cane fare i propri bisogni non rappresenta solo ed unicamente una necessità fisica.
Il comportamento eliminatorio è legato principalmente a tre aspetti: quello sociale, quello ormonale e quello dell'apprendimento.
La comunicazione, cioè la trasmissione di informazioni da un individuo ad un altro, è un aspetto fondamentale nel comportamento sociale di qualsiasi specie. Il cane utilizza segnali olfattivi, uditivi e visivi.
La comunicazione olfattiva si realizza principalmente attraverso l'urina, ma anche mediante le feci e la secrezione delle ghiandole anali.
Il contenuto delle ghiandole anali viene espulso durante la defecazione. I feromoni presenti in tali secrezioni potrebbero essere deputati al riconoscimento personale. Ed in effetti la zona perineale è quella più annusata dagli altri cani, inclusi quelli del proprio branco.
In questo caso, il dominante mantiene la coda alta, esponendo così la zona perineale, mentre il subordinato è solito abbassarla, rendendo difficile l'ispezione da parte del dominante.
Le informazioni che un cane trasmette attraverso le proprie eliminazioni possono essere di diverso tipo, partendo dal sesso e l'età, arrivando a segnalare la presenza del calore nella femmina che le ha lasciate.
E' interessante menzionare che pare esistere una connessione diretta tra la percezione dei segnali olfattivi e la minzione, cosa che spiegherebbe perché la minzione è particolarmente frequente quando il cane percepisce determinati odori, soprattutto se provengono da altri cani.
Sicuramente uno degli aspetti più interessanti e più conosciuti è quello di marcare il territorio: un cane fa pipì per segnalare che quella determinata zona gli appartiene.
Per questo capita spesso di vedere cani, soprattutto maschi, che fanno molte volte piccole quantità di pipì. Potrebbero semplicemente uscire e fare i propri bisogni tutti in una volta, ma non lo fanno. Preferiscono spargere il proprio odore su un largo territorio, in modo che tutti i cani che verranno dopo di lui possano sentire il suo passaggio.
Vi è poi l'aspetto ormonale. La territorialità, e quindi il marcare, è un comportamento più frequente nei maschi, proprio a causa degli ormoni. Il testosterone è l'ormone principalmente chiamato in causa, e per questo motivo la castrazione riduce i problemi di marcatura nel 60% dei casi circa.
Anche la postura, cioè la posizione del corpo al momento della minzione, è diversa a secondo del sesso di appartenenza. Mentre la maggior parte delle femmine fa i propri bisogni accovacciata (tranne circa il 2%), i maschi alzano la zampa (meno il 3% di essi).
Ma a differenza degli altri comportamenti sessualmente dimorfici (differenti in maschi e femmine), la postura non sembra particolarmente determinata dagli ormoni, ed infatti inizia a manifestarsi già prima della maturazione sessuale (tra i 4 ed i 6 mesi).
Entro il secondo anno di vita la maggior parte dei cani di sesso maschile alza la zampa per eliminare, indipendentemente dal fatto che sia intero o castrato. A volte, la postura con la zampa alzata è messa in atto senza che vi sia alcuna eliminazione di pipì: questo suggerisce che la postura rappresenta una forma di comunicazione. Inoltre, alcuni cani raspano il suolo con le zampe posteriori dopo aver orinato: i segni lasciati potrebbero essere un segnale visivo.
Sebbene nelle femmine la postura più frequente sia quella accovacciata, vi sono alcune cagne che eliminano anche con la zampa alzata. Questo comportamento, secondo Overall, è più frequente nei canili, fatto che avvalora l'ipotesi che la postura sia determinata in modo preponderante dalla componente sociale.
In generale, la postura non è un sintomo di problema comportamentale, a meno che non vi sia un improvviso cambiamento.
- I disturbi eliminatori
Nella categoria dei "disturbi eliminatori" rientrano tutti i comportamenti di eliminazione in luogo non adeguato, ad esempio in casa.
Vediamo quali sono, perché si sviluppano e come possono essere trattati.
1) Problemi di natura clinica o cambiamenti
Quando si presenta un problema di eliminazione di urine, la prima cosa da fare è escludere la presenza di patologie al tratto urinario, malformazioni, disturbi endocrini, problemi a livello neurologico o polidipsia.
Se invece il problema riguarda la defecazione dovranno essere escluse infezioni o parassiti gastroenterici, virus e alterazioni nella velocità di transito gastrointestinale, nonché malformazioni, disturbi endocrini o problemi a livello neurologico.
Anche altre patologie, non direttamente collegabili, posso essere causa di problemi di eliminazione. Un cane anziano, ad esempio, che soffre di artrite, può provare dolore nell'atto di accucciarsi per eliminare. In questo caso sarà necessario trattare l'artrite, aumentare un poco l'attività fisica del cane ed impostare una dieta idonea che aumenti il contenuto di acqua nel cibo (ad esempio aggiungendo crusca grezza) in modo da rendere la defecazione meno problematica.
L'ultimo aspetto da tenere in considerazione riguarda tutti i cambiamenti: se ad un cane viene modificata la dieta, se il consumo d'acqua aumenta o se le condizioni ambientali cambiano (più/meno caldo), allora la frequenza dell'eliminazione può variare senza che vi sia alcuna anormalità.
Quindi, se si presenta un problema di eliminazione, la prima cosa da fare è di escludere la presenza di patologie ed analizzare con attenzione i cambiamenti ambientali. Se questi fattori risultassero non collegati, allora il problema è comportamentale e deve essere trattato con l'aiuto di un esperto in etologia applicata del cane.
2) Problemi nell'educazione e preferenza per un substrato
Se ai cuccioli viene data la possibilità di eliminare in un determinato luogo ad orari prestabiliti, generalmente imparano facilmente a farlo. Si può semplicemente insegnare al cane a distinguere tra luoghi appropriati ed inappropriati, oppure indirizzarlo su una superficie specifica. Ai cani da mostra, ad esempio, si insegna ad eliminare solo sulla segatura. A seconda delle esigenze, i proprietari possono optare per l'una o l'altra alternativa.
Un cane, raggiunti i 6-7 mesi di età, dovrebbe aver completamente imparato ad eliminare fuori casa.
"Se un cane di età superiore ai 6 mesi, da sempre ha eliminato occasionalmente in casa, non ha passato un mese intero senza farlo e non rientra nelle restanti categorie, allora non ha ancora acquisito pienamente le corrette abitudini eliminatorie" (Overall, 2001).
Per rientrare in questa categoria, le eliminazioni in casa non devono apparire collegate a nessun particolare evento: non importa se i proprietari siano presenti o meno, se siano avvenuti cambiamenti nei ritmi giornalieri, o se venga lasciato solo, il cane con questo problema elimina in casa indipendentemente da ciò che accade intorno a lui.
In questi casi è necessario rieducare il cane ad eliminare su un determinato substrato. La pazienza e l'aiuto di un addestratore, generalmente, portano alla risoluzione del problema.
Può capitare che un cane adulto, ben educato, inizi a fare i propri bisogni in casa, apparentemente senza alcun motivo. Se non si tratta di marcare il territorio (vedi dopo), allora deve trattarsi di una preferenza per un nuovo substrato.
Può capitare che un cane non possa uscire per un periodo, magari perché è ammalato, oppure perché il tempo lo impedisce. Il cane, allora, dovrà adattarsi a fare i propri bisogni su un nuovo substrato in casa, come un giornale o un tappetino assorbente, e potrebbe poi avere difficoltà ad abituarsi nuovamente ad eliminare fuori. A volte i cani sono esseri molto abitudinari. Se i proprietari cambiano i propri orari o se al cane non è possibile accedere al luogo dove era solito fare i propri bisogni (perché il luogo non è agibile, oppure perché il cane è in convalescenza), può capitare che inizi improvvisamente ad eliminare in casa.
Se questo accade, allora sarà necessario rieducare il cane, in modo da incanalare il suo interesse su substrati più idonei. Modificare una preferenza già consolidata è possibile, purché si seguano alcuni punti fondamentali:
1) Controllare costantemente il cane, in modo da poterlo "cogliere in fragrante". Si possono costruire delle "aree di reclusione", cancelli di sbarramento o utilizzare un campanellino attaccato al collo del cane per seguire i suoi spostamenti in casa.
2) Non appena il proprietario vede il cane iniziare a cercare una zona adatta (annusa, gira su stessso o si accovaccia per eliminare in un logo non adatto) allora dovrà intervenire quel tanto da bloccare il comportamento. Non è necessario sgridarlo, sarà sufficiente interrompere il comportamento sul nascere: un NO secco ed un rumore improvviso sono più che sufficienti. Come in tutti i protocolli di modificazione comportamentale, punire il cane se non viene colto in flagrante è totalmente inutile. Il cane ha memoria breve, di pochi minuti, e non può collegare che lo stiamo sgridando per un'azione compiuta mezz'ora prima. La cosa migliore è semplicemente interrompere l'azione sul nascere, cioè quando il cane inizia ad annusare in casa o ad accovacciarsi dire "No!" o fare un rumore che lo distolga.
3) A questo punto si dovrà immediatamente portare il cane nel luogo che i proprietari hanno prescelto. Quando il cane elimina nel luogo adeguato, o anche solo quando si accovaccia, allora sarà premiato in modo esagerato, con bocconcini, carezze e lodi.
4) E' meglio scegliere poche aree ristrette e tornare sempre in quelle.
5) Uscire dopo il risveglio, entro 15-30 minuti dai pasti e dopo il gioco.
6) Quando si esce, aspettare che il cane faccia i propri bisogni prima che inizi la passeggiata o il gioco con altri cani.
7) Fondamentale sono la pazienza e la costanza.
8) Come detto in precedenza, l'odore dei propri bisogni spinge il cane ad eliminare nuovamente sopra quella zona, per questo è importante pulire con prodotti specifici o utilizzare una soluzione di acqua e aceto o bicarbonato. Sarebbe anche opportuno non farsi vedere dal cane mentre si pulisce.
A questo proposito debbo fare una precisazione sui cani adottati dai canili o raccolti per strada in età adulta. Talvolta questi soggetti non hanno alcuna preferenza, oppure hanno già una preferenza per un substrato, come, ad esempio, la segatura o il cemento della gabbia in cui hanno vissuto per anni. In questi casi ci vuole più tempo ed impegno da parte dei proprietari, e forse non si riuscirà ad insegnare al cane a preferire un determinato substrato, ma è comunque possibile insegnare al cane a non eliminare in determinati luoghi (ad es. in casa).
3) Paura, ansia ed ansia da separazione
Vi sono altri problemi che, indirettamente, possono inibire un cane a tal punto da portarlo ad eliminare in casa. Se un soggetto è particolarmente pauroso, se è timido, se non sopporta la presenza di altri animali o, più in generale, se è presente una qualsiasi cosa che possa preoccuparlo, allora il cane sarà riluttante ad uscire ed eliminare le proprie deiezioni in tali circostanze.
Questo è normale, poiché il Sistema Nervoso Autonomo e quello Parasimpatico, impediscono al cane di espletare le proprie funzioni se è in una situazione di ansia o stress. In questi casi non bisogna forzare il cane perché non solo non avrebbe alcun effetto, ma potrebbe anche peggiorare ulteriormente la situazione. L'unica cosa giusta da fare è affrontare il problema principale, cioè l'ansia, con l'aiuto di un esperto in problemi comportamentali. Una volta superato questo problema, anche quello dell'eliminazione si risolverà di conseguenza.
L'ansia da separazione è una reazione di sofferenza che appare in alcuni cani quando rimangono soli o separati dal proprietario. Il problema sorge, cioè, quando il cane rimane solo in casa. A volte basta che sia fisicamente separato dal proprietario, ad esempio chiuso in un'altra stanza.
Può manifestarsi principalmente attraverso tre sintomi:
- Distruggere (distruzione)
- Abbaiare, piangere o gemere (vocalizzazioni)
- Eliminare urina o feci in casa (eliminazione in luogo inappropriato)
Per maggiori informazioni al riguardo, potete leggere l'articolo "Ansia da separazione"
4) Marcatura del territorio o deiezioni sociali
Questo tipo di problema si può riconoscere facilmente perché il cane deposita piccole quantità di urina alzando la zampa sopra un oggetto ben visibile in casa, anche di fronte ai proprietari.
In generale, se le urine o le feci vengono lasciate sui mobili o sulle pareti, in alto e ben visibili, è altamente probabile che si tratti di eliminazione per marcare.
Come abbiamo visto in precedenza, la marcatura è un comportamento sia sociale sia influenzato dagli ormoni. E' più frequente nei maschi non castrati e la castrazione riduce questo comportamento nel 60% dei casi circa.
Non tutti i cani smettono di attuare questo comportamento dopo la castrazione, proprio perché la componente sociale e di apprendimento possono svolgere un ruolo altrettanto importante. Per questo la castrazione dovrebbe essere fatta, se necessaria, prima che il comportamento si potenzi attraverso la sua ripetizione e l'apprendimento.
L'approccio più idoneo consiste nel ristabilire la giusta gerarchia all'interno della famiglia, proprio per risolvere il problema della sociopatia che è alla base di questo comportamento. Se vi è un altro cane in casa, situazioni di competitività o altre situazioni che paiono causare o peggiorare il problema, allora dovranno essere attentamente valutate per impostare un programma terapeutico.
Il tipo e l'esito del trattamento cambiano di caso in caso, per cui solo un esperto in problemi comportamentali potrà impostare il programma di rieducazione, ma certamente il fattore tempo è essenziale: prima si interviene, e maggiori sono le probabilità di riuscita.
5) Eliminazioni emotive
Un cane può fare un poco di pipì perché si sottomette eccessivamente, oppure perché si eccita troppo. Nel primo caso, quando una persona o altri cani si avvicinano al soggetto, questi assume una postura sottomessa (orecchie basse, coda tra le gambe, il cane si siede, oppure si mette pancia all'aria, ecc.) ed urina.
Questo comportamento è più frequente nei cuccioli e nelle giovani femmine, ma anche in cani che sono stati maltrattati o sottoposti a eccessiva dipendenza.
La migliore terapia è certamente quella di non rispondere al comportamento di sottomissione accarezzando il cane, perché in questo modo si premia e si rinforza il suo atteggiamento. Inutile castigarlo, perché si peggiorerebbe ulteriormente la situazione. Tutti i comportamenti corretti, invece, verranno premiati. In questi casi è utile insegnare al cane i comandi base, ad esempio il seduto. Il sedersi è un comportamento di deferenza, non di sottomissione, e verrà premiato in modo tale che il cane impari a utilizzare questa forma per comunicare con le persone.
In generale, si individueranno tutte le situazioni, animali, persone o cose che scatenano il comportamento di eliminazione e, con l'aiuto di un rieducatore, si lavora su queste attraverso "desensibilizzazione progressiva" e "controcondizionamento".
Se, ad esempio, il paziente non sopporta neanche lo sguardo del proprietario, allora in principio la persona dovrà evitare di guardarlo fissamente e si inizierà ad abituarlo in modo graduale. Potrà utilizzare una pallina, e, mentre gioca con il cane, avvicinare la pallina agli occhi per brevi momenti. Col tempo, la durata e la persistenza dello sguardo andranno aumentando, cercando sempre di premiare i suoi atteggiamenti positivi e di seguire i progressi del cane.
L'eliminazione da eccitabilità, frequente nei cuccioli e nei giovani cani, è un altro problema di emotività. Il cane elimina piccole quantità, talvolta camminando o anche saltando. In questi casi gli escrementi vengono trovati sparsi ed in piccole quantità, le feci sono molli, a volte mucose.
Spesso questo comportamento scompare con la crescita, ma in un cane adulto è sintomo di un disturbo emotivo o di ansia.
Come negli altri casi, quindi, dovranno essere trattate le componenti ansiogene che sono alla base di tale comportamento.
In generale è comunque utile:
- fare frequenti passeggiate
- insegnare al cane a rilassarsi, utilizzando i protocolli proposti dal terapeuta
- non fare caso al cane quando si agita per non rinforzare e premiare questo comportamento, dire un semplice "No!" ed allontanarsi.
Se si interviene per tempo, i risultati sono generalmente buoni.
6) Richiesta di attenzione
Alcuni cani imparano ad eliminare in casa, o anche solo ad atteggiarsi a farlo, perché vogliono attirare l'attenzione del proprietario. Spesso si scopre che le persone, in questi casi, corrono a portare fuori subito il cane.
Questo problema si riconosce perché il cane attua questo comportamento solo se il proprietario è presente, e spesso lo fissano.
Una volta uscito il cane è molto contento, anche se non elimina niente. Questo aspetto, cioè la sua felicità, permettono di escludere che il problema sia legato ad una paura o fobia di qualche cosa all'esterno.
Come in tutti i casi di richiesta di attenzione, la cosa migliore da fare è rimanere indifferenti al cane. Col tempo capirà che il suo stratagemma non ha più alcun effetto, e smetterà. Ancora una volta, prima si interviene e maggiori sono le probabilità di riuscita. Nel caso in cui questo comportamento ricorra ormai da anni, la terapia verrà impostata in modo diverso, ma le possibilità di recupero diminuiscono: lo specialista potrà formulare una prognosi specifica per ogni caso.
7) Incontinenza geriatrica o estrogeno - dipendente
A volte i cani anziani e le femmine sterilizzate possono avere delle perdite di urina, soprattutto mentre dormono o si rilassano, ma anche mentre fanno attività fisica. Questo problema è dovuto principalmente al rilassamento muscolare degli sfinteri, per cui non vi sono molte terapie comportamentali che si possano applicare.
Però è di aiuto portare spesso fuori il cane, affinché svuoti la vescica e, contemporaneamente, non sviluppi una preferenza per un substrato in casa. Anche l'utilizzo di farmaci che aumentino il tono dello sfintere è consigliabile.
Il cane anziano, inoltre, può andare incontro ad una patologia molto simile all'Alzheimer umana, denominata "sindrome cognitiva del cane anziano". Questa patologia può causare la perdita di alcuni apprendimenti da parte del cane che può iniziare ad eliminare in casa. La terapia per questa sindrome, che tratteremo nei prossimi numeri della nostra rivista, consiste nell'utilizzo di farmaci specifici e di una dieta idonea, appositamente ideata per questa patologia.
8) Enuresi/encopresi
Con questi termini si intende l'eliminazione sul luogo di riposo del cane. L'animale espelle i propri escrementi mentre dorme, e spesso si sporca.
In realtà si tratta di un problema di eliminazione emotiva, ad uno stadio più avanzato, ma può anche indicare una depressione nel soggetto o una sindrome da privazione sociale nel cucciolo.
In ogni caso, se il vostro cane mostra questo comportamento, rivolgetevi urgentemente ad un esperto in comportamento.
Concludiamo questo articolo segnalandovi i migliori sistemi per pulire le deiezioni. Infatti non tutti i prodotti cancellano l'odore, che il potente olfatto del cane riesce spesso a individuare. Se il cane percepisce l'odore delle proprie urine, tenderà a marcare nuovamente in quel punto, per questo potrete usare:
- Per oggetti lavabili in lavatrice: aggiungere bicarbonato di sodio al normale detergente (circa 400 gr)
- In generale: utilizzare un detergente enzimatico (lo trovate nei negozi per animali o nei negozi che vendono prodotti medicali)
- Spruzzare un neutralizzatore di odori (reperibile nei negozi per animali)
- Evitare sempre di usare l'ammoniaca
- Lysoform
- Talvolta risulta utile dare al cane il cibo nella zona prescelta (i cani non sporcano dove mangiano)
- Ricordatevi infine di pulire senza farsi vedere dal cane
Se nonostante i nostri consigli, il problema non dovesse risolversi, rivolgetevi ad un buon Educatore Cinofilo od a un Consulente Comportamentale che certamente sapranno aiutarvi.
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Dott.ssa Eleonora Mentaschi
Consulente Comportamentale
Scuola Cinofila Viridea
Milano
www.ilmiocane.net
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ecc.) senza l'autorizzazione scritta dell'autore.
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